Carica la tua immagine e indica il peso finale che vuoi ottenere: lo strumento trova da solo il miglior livello di qualità possibile e ti consegna un file entro il limite di KB scelto, pronto da scaricare con un clic.
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Con lo strumento Comprimi Immagine in KB indichi il peso finale che vuoi ottenere e il sistema trova da solo il miglior livello di qualità per arrivarci. Non devi regolare manualmente nessuno slider: inserisci il numero di kilobyte desiderati, premi il pulsante e scarichi un file entro quella soglia, con la massima qualità visiva possibile a quel peso.
Molte situazioni richiedono un’immagine che non superi un limite preciso in kilobyte. I moduli di candidatura online spesso impongono un massimo di 100 KB o 200 KB per la foto profilo o i documenti allegati. Le piattaforme pubblicitarie (Google Ads, Meta Ads) hanno limiti precisi per i creativi grafici. I portali e-commerce e i marketplace richiedono spesso immagini di prodotto sotto una soglia specifica. I sistemi di caricamento dei CMS più vecchi hanno limiti sull’upload che non possono essere modificati senza accesso al server.
In tutti questi casi, lavorare a tentativi con uno slider di qualità è scomodo e lento: comprimi, controlli il peso, ricomprimi, ricontrolli. Questo strumento elimina quell’iterazione manuale e trova automaticamente il punto giusto.
Internamente, lo strumento esegue una ricerca binaria sulla qualità di compressione. Parte da un valore intermedio, controlla il peso del file risultante, poi si sposta verso l’alto o verso il basso a seconda che il file sia ancora troppo pesante o già sotto il target. Dopo alcune iterazioni converge sul valore di qualità più alto che produce un file entro i kilobyte richiesti.
Questo approccio garantisce sempre il miglior risultato visivo possibile: il file scaricato non è soltanto “sotto il limite”, ma è anche il più nitido e fedele all’originale che si possa ottenere a quel peso. Nessun altro strumento con slider manuale può garantire questo, perché dipende dalla precisione dell’utente.
Quando la qualità minima non basta a centrare il target (immagini molto grandi su limiti molto bassi), lo strumento può ridurre progressivamente anche le dimensioni in pixel, portando l’immagine all’80%, poi al 64%, e così via, finché il file rientra nel limite richiesto. Questa opzione è attiva di default ma può essere disattivata con la checkbox, nel caso in cui tu voglia mantenere la risoluzione originale anche a costo di non centrare esattamente il peso.
Quando il target è impossibile da raggiungere anche con la riduzione delle dimensioni, lo strumento lo segnala chiaramente indicando il peso minimo raggiungibile e le dimensioni a cui corrisponde, così puoi decidere in modo informato come procedere.
Google valuta la velocità delle pagine attraverso i Core Web Vitals, e il peso delle immagini è uno dei fattori che influenza direttamente il Largest Contentful Paint (LCP). Un LCP buono deve stare sotto i 2,5 secondi: su connessioni mobili, dove la banda disponibile è limitata, ogni kilobyte in meno nella prima immagine visibile della pagina conta in modo significativo.
Le immagini rappresentano tipicamente tra il 50% e il 70% del peso totale di una pagina web. Portarle sotto soglie specifiche non è soltanto una questione tecnica: si traduce in tempi di caricamento migliori, frequenze di rimbalzo più basse e un’esperienza utente più fluida, tutti segnali che Google interpreta come indicatori di qualità della pagina.
Il menu di formato in uscita permette di scegliere tra JPEG e WebP. A parità di qualità percepita, il WebP produce file mediamente più leggeri del 25% rispetto al JPEG: questo significa che per raggiungere lo stesso limite in KB, il WebP mantiene una qualità visiva superiore. Se il tuo sito è moderno e il pubblico usa principalmente browser aggiornati, il WebP è quasi sempre la scelta migliore. Nei browser che non supportano la codifica WebP (principalmente Safari su versioni più datate), l’opzione viene nascosta automaticamente dal menù.
La maggior parte dei tool di compressione lavora con uno slider di qualità: scegli un valore (ad esempio 70 su 100) e ottieni un file di peso variabile che dipende dal contenuto dell’immagine. Due foto diverse al valore 70 possono avere pesi molto diversi: una foto semplice su sfondo uniforme sarà leggerissima, una foto di una città con mille dettagli sarà ancora piuttosto pesante.
Questo strumento lavora al contrario: tu indichi il peso target e la qualità si adatta al contenuto dell’immagine. È l’unico approccio che garantisce di non superare mai il limite richiesto, indipendentemente da quanto sia complessa o semplice l’immagine di partenza.