Qual'è il mio browser

★★★★★
4,6/5 (5 voti)


Il tuo browser AppleWebKit
Versione del browser 537.36
Il tuo OS
Agente utente Mozilla/5.0 AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko; compatible; ClaudeBot/1.0; +claudebot@anthropic.com)

What is my Browser | Qual'è il mio browser? 

Lo strumento What is my Browser rileva e mostra in tempo reale tutte le informazioni tecniche del browser con cui stai navigando questa pagina: nome e versione del browser, sistema operativo, user agent, risoluzione dello schermo, e altri dati tecnici che il tuo dispositivo trasmette automaticamente a ogni sito web che visiti. Non devi installare nulla né configurare alcunché: apri la pagina e i dati appaiono immediatamente, letti direttamente dal tuo browser.

Perché è utile conoscere il proprio browser

Può sembrare un'informazione banale, ma sapere esattamente quale browser stai usando, in quale versione e su quale sistema operativo è il punto di partenza per risolvere una serie di problemi tecnici che ogni utente del web incontra prima o poi. Quando un sito non si visualizza correttamente, quando un modulo di contatto non funziona, quando un video non parte o un'applicazione web mostra errori inspiegabili, la prima domanda che qualsiasi servizio di assistenza tecnica pone è: "quale browser stai usando?". Nella maggior parte dei casi, l'utente non lo sa con certezza, e ancor meno conosce la versione esatta. Questo strumento elimina l'incertezza e fornisce il dato preciso in un istante.

Conoscere la versione del browser è importante perché le funzionalità web cambiano con ogni aggiornamento. Una versione obsoleta potrebbe non supportare tecnologie come le container queries CSS, il selettore :has(), le View Transitions, o funzionalità avanzate come WebGPU. Secondo i dati di compatibilità del 2026, container queries e :has() hanno raggiunto il 96% di supporto sui browser principali, mentre le View Transitions cross-document sono stabili solo su Chrome ed Edge, e WebGPU non è ancora completamente supportato da Firefox. Se il tuo browser non è aggiornato, potresti trovarti escluso da esperienze web che per il resto degli utenti funzionano perfettamente.

Cos'è lo user agent e perché è importante

Tra le informazioni mostrate dallo strumento, lo user agent è probabilmente la più tecnica e la meno conosciuta, ma è anche una delle più rilevanti per chi lavora nel web. Lo user agent è una stringa di testo che il browser invia automaticamente a ogni server web con cui comunica, identificandosi con nome, versione, sistema operativo e motore di rendering. È attraverso questa stringa che i siti web decidono quale versione del contenuto servire, come adattare il layout e quali funzionalità attivare o disattivare.

La storia dello user agent è curiosa e spiega perché le stringhe moderne sono così lunghe e apparentemente ridondanti. Ogni nuovo browser, per essere compatibile con i siti esistenti che riconoscevano solo i browser precedenti, ha aggiunto alla propria stringa pezzi degli user agent dei competitor. Il risultato è che nel 2026 lo user agent di Chrome contiene riferimenti a Mozilla, a KHTML (l'antenato di WebKit), a Safari e a Gecko, in una catena di compatibilità retroattiva che risale a oltre vent'anni fa. Per un professionista SEO o uno sviluppatore web, saper leggere e interpretare lo user agent è essenziale per la diagnostica dei problemi di rendering, per il debug delle configurazioni server-side che servono contenuti diversi a browser diversi, e per verificare che il proprio sito non stia escludendo inavvertitamente una quota di visitatori.

Il panorama dei browser nel 2026

Il mercato dei browser nel 2026 è dominato da Google Chrome, che detiene circa il 65% della quota globale su tutti i dispositivi, in leggero calo rispetto al 67% dell'anno precedente. È il primo calo annuale significativo dal 2014, guidato dalla crescita di Edge su Windows — trainata dall'integrazione di Copilot — e dall'espansione di Safari sui dispositivi Apple. Safari occupa la seconda posizione con circa il 18%, una quota quasi interamente generata da iPhone e iPad: su mobile in Nord America, Safari controlla oltre il 51% delle sessioni di navigazione, il che significa che ignorare le specificità di Safari nella progettazione di un sito equivale a escludere uno su quattro visitatori mobili nei mercati occidentali.

Microsoft Edge ha superato il 5% globale e il 13% su desktop, consolidandosi come alternativa concreta a Chrome nell'ecosistema Windows. Mozilla Firefox è sceso sotto il 3% globale, mantenendo una base fedele ma in contrazione costante dal 2009. Samsung Internet, il browser preinstallato sui dispositivi Samsung, e Opera si contendono le posizioni successive con quote intorno al 2% ciascuno, mentre browser orientati alla privacy come Brave e DuckDuckGo sono ancora sotto l'1% ma in crescita costante, spinti dalla sensibilità crescente degli utenti verso la protezione dei dati personali.

Un dato spesso trascurato ma fondamentale per chi sviluppa siti web è che sotto la superficie dei nomi commerciali, il motore di rendering Blink (alla base di Chrome, Edge, Opera, Samsung Internet, Brave e Vivaldi) alimenta oltre il 75% di tutte le sessioni web nel mondo. Questo significa che la diversità apparente del mercato nasconde un'uniformità tecnica molto più marcata: tre sessioni su quattro passano attraverso lo stesso motore, e le differenze tra i browser basati su Chromium sono sempre più di interfaccia e funzionalità piuttosto che di rendering.

Browser e compatibilità dei siti web

Sapere quale browser usano i visitatori del tuo sito è una delle informazioni più sottovalutate nella gestione di un progetto web. Google Analytics e altri strumenti di analisi forniscono questi dati nel dettaglio, ma il primo passo per interpretarli è capire cosa ogni browser supporta e dove può creare problemi.

Le differenze di rendering tra i browser si sono notevolmente ridotte nel corso degli anni, ma non sono scomparse. Safari su iOS resta il browser con il maggior numero di particolarità: il selettore di date utilizza un'interfaccia a rotella diversa da tutti gli altri browser, alcune funzionalità JavaScript disponibili da anni su Chrome vengono implementate con sei mesi o più di ritardo, e il comportamento del viewport su iPhone ha specificità che possono influenzare il layout delle pagine, soprattutto nelle aree vicino alla barra di navigazione e alla safe area dei dispositivi con notch.

Per chi si occupa di SEO, la compatibilità cross-browser è rilevante per un motivo pratico: Googlebot utilizza una versione di Chrome aggiornata per scansionare e renderizzare le pagine. Se il tuo sito funziona perfettamente su Chrome ma ha problemi su Safari o Firefox, il rendering per Google non sarà compromesso, ma perderai la quota di utenti che utilizza quei browser. E un sito che non funziona per il 18% dei visitatori (la quota di Safari) ha un problema di esperienza utente che si riflette indirettamente nelle metriche comportamentali — frequenza di rimbalzo, tempo di permanenza, pagine per sessione — che Google osserva e utilizza come segnali di qualità.

Browser, privacy e tracciamento

Il 2026 segna un punto di svolta nel rapporto tra browser e privacy. La tendenza è inequivocabile: Firefox ha attivato la Total Cookie Protection su tutte le nuove installazioni, isolando i cookie sito per sito. Safari blocca i cookie di terze parti da anni e nel 2026 il suo filtro anti-tracciamento basato su machine learning migliora la velocità di caricamento del 15% eliminando le risorse di tracking prima ancora che vengano scaricate. Brave è cresciuto fino a quasi un milione di utenti rilevati da StatCounter (con una base reale significativamente più ampia, dato che molti utenti Brave modificano il proprio user agent). Oltre il 60% degli utenti mobile installa un ad-blocker entro il primo mese di utilizzo del browser.

Per chi gestisce un sito web, questo significa che una quota crescente di visitatori non viene tracciata dai sistemi di analytics tradizionali, che gli script di terze parti vengono bloccati con frequenza sempre maggiore, e che strategie basate esclusivamente sui cookie di terze parti per il retargeting o la personalizzazione sono destinate a diventare sempre meno efficaci. Lo strumento What is my Browser ti mostra se il browser da cui stai navigando ha attive protezioni di questo tipo, offrendoti un primo punto di vista sulle condizioni in cui i tuoi visitatori sperimentano il tuo sito.

Informazioni sul dispositivo e responsive design

Lo strumento mostra anche la risoluzione dello schermo del dispositivo, un dato che per chi sviluppa o gestisce siti web ha un valore pratico immediato. Con il 62% del traffico web globale proveniente da dispositivi mobili nel 2026, garantire che il sito sia perfettamente fruibile su schermi di dimensioni diverse non è più un'opzione ma un requisito fondamentale. Google utilizza il mobile-first indexing dal 2021, il che significa che la versione mobile del sito è quella su cui viene valutato il posizionamento.

Conoscere la risoluzione del proprio schermo è utile anche per la diagnostica: se un problema di visualizzazione si presenta solo su una specifica risoluzione, sapere esattamente quale risoluzione il browser sta utilizzando — compresi eventuali fattori di scala (device pixel ratio) — è il primo passo per riprodurre e risolvere il problema. Un sito che funziona a 1920×1080 ma ha problemi a 375×812 (la risoluzione di un iPhone standard) ha un problema di responsive design che What is my Browser ti aiuta a identificare prima di iniziare il debug.